REPARTI COVID NEI PICCOLI OSPEDALI

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L’obiettivo è di fornire un numero adeguato di posti letto Covid senza interrompere la normale attività assistenziale comprensiva di esami, visite, interventi chirurgici e degenze mediche. Un nuovo stop potrebbe causare, nell’immediato e a distanza, rischi, anche seri, per la salute dei cittadini. Da giorni la Regione Toscana sta lavorando alla riorganizzazione della rete ospedaliera per la lotta al Coronavirus. I reparti Covid, fino allo scorso maggio, erano stati concentrati nei 12 maggiori ospedali dei 42 presenti in Toscana, per un totale di 12.000 posti letto e 500 terapie intensive. Stavolta, proprio quegli ospedali, dove sono già stati aperti i reparti Covid, dovrebbero diventare ’Covid free’, per poter garantire le regolari attività, senza il rischio che il virus entri nei reparti. Al centro del nuovo piano ci sono i 30 ospedali a minore intensità di cure, come ad esempio quello di Figline Valdarno, che saranno trasformati in ospedali Covid, con i loro circa 3.500 posti letto. E a metà settimana dovrebbe aprire il Covid hospital a Careggi, in una struttura completamente separata dalle altre: 14 letti di terapia intensiva, 56 posti a media intensità di cure e 4 sale operatorie. E’ già stato completato il reclutamento di 150 infermieri dedicati. La nuova organizzazione, con il piano dei posti letto ad assetto variabile, in base ai pricipi di gradualità e appropriatezza, è la base di una nuova ordinanza che sarà firmata dal governatore Eugenio Giani nei prossimi giorni.