IMPRESE ALLO STREMO, GIANI: “DPCM DA RIVEDERE”

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“Comprendo che il governo abbia voluto assumere un provvedimento duro e non intendo recriminare ma posso impegnarmi nel dire che nei prossimi giorni se i dati epidemiologici lo consentiranno chiederemo al Governo di essere più flessibili, ci impegneremo a far sì che il Dpcm venga rivisto”. Eugenio Giani non è convinto fino in fondo che la serrata delle attività di ristorazione annunciata dal premier Conte sia stata la mossa giusta ed ha teso la mano nei confronti delle associazioni di categoria, pronte dal canto loro a scendere in piazza per scongiurare una serrata che potrebbe spingere sull’orlo del baratro decine e decina di aziende. L’ultimo dpcm impone agli imprenditori sacrifici al limite dell’esasperazione. Soprattutto tornano alla memoria i 70 giorni di lockdown, e le relative conseguenze economiche, della primavera scorsa. A rischio decine di milioni di fatturato.

Le categorie economiche si ritroveranno imercoledì alle 11.30 in 18 piazze di altrettante città d’Italia. A Firenze, in piazza Duomo al grido virtuale di #siamoaterra, chef e camerieri dei ristoranti toscani sistemeranno 16 tovaglie di 3 metri per 3 sul selciato, poi intorno – nel rispetto delle regole anti-Covid – in grande tenuta da lavoro ogni professionalità della ristorazione esprimerà la contrarietà al governo.