EXPORT A PICCO, IN FUMO 3 MILIARDI

9

Export in calo del 15%, bilancio che poteva esser ben più severo se non posse stato mitigato dalla crescita esponenziale della metallurgia trascinata dall’oro, bene rifugio in tempi di crisi. E’ questa la fotografia scattata dal Monitor dei Distretti della Toscana di Intesa San Paolo. Complessivamente nei primi 6 mesi del 2020 l’Export in Toscana ha avuto perdite in linea con la media italiana, ma se escludiamo il +64% della metallurgia il dato scenderebbe a -23, 7 punti in meno della media nazionale che si è fermata a -16%. In fumo, in termini economici il 31% del volume d’affari, un crollo di circa 3 miliardi. I comparti distrettuali più penalizzati dalla crisi risultano essere il settore della moda, con una riduzione di 2,7 miliardi (-37%), e il settore dei mezzi di trasporto che risente del calo in entrambi i distretti della Nautica di Viareggio (-56,1%) e della Camperistica della val d’Elsa (-16,6%). Legato alla moda anche il crollo verticale della filiera della pelle (-40%). Non se la passa meglio il Florovivaistico Pistoiese (-17,1%), soprattutto per la tempistiche delle misure restrittive che hanno impattato sulle festività pasquali e sui mesi primaverili, tipicamente caratterizzati dalla stagionalità maggiore per il distretto. Infine, sempre con segno negativo anche i distretti del sistema casa (-31,4%), dove il Marmo di Carrara ha registrato un andamento negativo sia nella componente grezza che in quella lavorata, e quello della meccanica (-14,9%). Tiene la filiera agro-alimentare (-0,5%), che è riuscita a confermare il valore di esportazioni anche grazie all’Olio toscano (+13,5%), e il distretto del Cartario di Lucca (+4,5%). Per ovvie ragione fanno registrare il segno + i poli farmaceutica e biomedicina, che hanno incrementato le esportazioni di 388 milioni di euro (+28%).