NUOVO DPCM, OCCHIO AL COLORE

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Le regioni davanti a un semaforo luce verde per quelle a minor rischio, arancione per altro o rossa dove il contagio da coronavirus viaggia più rapidamente. Quello dei tre colori è il nuovo sistema di classificazione con cui i territori dovranno tradurre le nuove restrizioni contenute nell’ultimo decreto del premier Giuseppe Conte, in vigore da questo giovedì. Ma cosa cambia tra un colore e l’altro?
Nelle zone verdi il “coprifuoco” scatta alle 22. Da quel momento – e fino alle cinque del mattino – è vietato uscire di casa, eccezion fatta per motivi di salute o lavoro. Alle scuole superiori, ci sarà la didattica a distanza al 100%. Nel trasporto pubblico è prevista una capienza al 50 per cento su bus, metro e treni regionali. I centri commerciali sono chiusi nel weekend e nei festivi. Si fermano anche i musei, le mostre e le sale bingo. Bloccate le crociere. Sospesi i concorsi pubblici, con l’eccezione di quelli che riguardano la sanità.
La seconda area è quella arancione, dove ci sarà un inasprimento delle regole rispetto alle zone verdi. Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie qui resteranno chiusi sempre. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono tutte le regole delle zone verdi

Nelle regioni individuate ad alto rischio, oltre a tutte le restrizioni già citate, sarà vietato ogni spostamento, anche all’interno del territorio, salvo che per comprovate esigenze. La didattica a distanza scatterà già dalla seconda media. Resteranno chiusi tutti i negozi che non vendono beni essenziali. sempre consentita invece la ristorazione con consegna a domicilio e con asporto, e restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. E le industrie. Nessuna serrata per i servizi essenziali