UN MISTERO LUNGO 21 ANNI

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Era il 13 agosto del 1999 quando Emanuele Scieri, giovane siciliano di 26 anni laureato in Giurisprudenza, giunse presso la caserma Gamerra di Pisa. Dopo aver sistemato i bagagli in camerata, Emanuele, in compagnia di altri commilitoni, uscì per una passeggiata nel centro della città. Rientrò in caserma alle 22.15, ma al contrappello delle 23.45 non rispose. Diversi colleghi riferirono la sua presenza in caserma, ma Scieri venne dato per non rientrato. Il realtà il giovane 27enne era già morto. Il cadavere venne trovato soltanto il 17 agosto dello stesso anno ai piedi della scala della torre di asciugatura dei paracadute, un posto che molti accreditavano come deserto. Nel corso delle indagini emerse in realtà che il luogo era frequentato dagli ‘anziani’ della caserma.
Le indagini sulla morte del giovane siciliano vennero archiviate senza ulteriori accertamenti sul corpo di Emanuele Scieri, che in realtà presentava evidenti segni di aggressione tali da dimostrare, in tempi recenti, che il 27enne era stato percosso. Una consulenza della scena del crimine, da parte dei legali della famiglia Scieri, ha evidenziato inoltre le molteplici incongruenze con la versione dell’incidente, in cui, secondo la conclusione delle prime indagini, il giovane sarebbe precipitato dalla torre dove venivano messi ad asciugare i paracadute.
L’instancabile lavoro della famiglia, che non ha mai accettato quella teoria, ha portato nel 2016 all’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta e sulle risultanze di questa la Procura di Pisa ha deciso di riaprire le indagini