DAL CARCERE LOGLI SCRIVE A ROBERTA RAGUSA

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Una lunga lettera scritta in carcere, dove sta scontando la condanna a vent’anni di reclusione per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie, Roberta Ragusa. L’ha inviata Antonio Logli al settimanale “Giallo” e in quella lettera Logli lancia un appello alla moglie: “Roberta torna a casa”.
E’ una sorta di lungo sfogo quello di Logli che assieme ai suoi avvocati punta a ottenere la revisione del processo: “Mi hanno dipinto come un mostro – scrive – Ma non tengono conto che sono stato il primo ad essere preoccupato per la sorte di Roberta e lo sono tutt’oggi”. Poi aggiunge di temere ancora per la moglie sparita nel nulla, e spera che sia viva e: “che non ci sia nessuno che le impedisca di tornare”.
Sebbene le sentenze abbiano parlato in maniera chiara anche sui motivi che hanno spinto Logli a uccidere la moglie (in primis il suo nuovo legame affettivo con la compagna Sara Calzolaio), il dipendente comunale continua a gridare che lui non c’entra nulla.
Intanto l’annuncio dato qualche giorno fa delle nozze che saranno celebrate in carcere con la Calzolaio, ha riacceso il clima di tensione con i famigliari della mamma scomparsa della quale non sono mai stati trovati i resti